Tradizione e Autorevolezza

Royal Protocol è un punto di riferimento per lo studio e la divulgazione delle norme araldiche, nobiliari, genealogiche e cavalleresche. Si basa esclusivamente sull’autenticità storico-documentale in una visione moderna di un protocollo aperto, inclusivo e scientificamente fondato.

Natura, fondamenti giuridici e ambiti di competenza

Royal Protocol nasce nel 2025 su iniziativa di S.A.R. il Principe Reale Emanuele Filiberto di Savoia, Duca di Savoia, Principe di Piemonte e Principe di Venezia; è concepito come una struttura di studio, analisi e valutazione, operante secondo criteri rigorosamente storico-scientifici, avvalendosi di studiosi qualificati e certificati nelle scienze documentarie, archivistiche, storiche, genealogiche, araldiche, diritto nobiliare ed ordini cavallereschi.

Finalità

La finalità di Royal Protocol è quella di esaminare, valutare e, ove ritenuto fondato, autorizzare famiglie o singole persone nell’ambito della Real Casa di Savoia, sulla base di:

– documentazione storica verificabile;

– metodo scientifico;

– competenza accademica;

– coerenza giuridica con l’ordinamento vigente.

Fondamento storico-giuridico

L’attività di Royal Protocol applica sotto l’aspetto storico le leggi nobiliari del Regno d’Italia, considerate nel loro valore intrinseco e giuridico, e procede se possibile a una loro riconduzione sistematica al quadro normativo attuale, in particolare: al codice civile vigente in Italia; alle norme giuridiche in essere negli Stati riconosciuti dalla Repubblica Italiana.

Elemento centrale di riferimento è il Regio Decreto 7 giugno 1943, n. 651 – Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano (pubblicato nel Supplemento Ordinario della Gazzetta Ufficiale del Regno n. 170 del 24 luglio 1943), il quale stabiliva espressamente che la materia nobiliare rientrasse nella Sovrana Prerogativa.

In particolare, l’art. 1 attribuiva esclusivamente al Sovrano:

– la potestà normativa in materia di titoli, qualifiche, predicati e stemmi nobiliari;

– la concessione, rinnovazione e sanatoria dei titoli;

– l’autorizzazione all’uso di titoli stranieri;

– la revoca o sospensione delle distinzioni nobiliari.

Da tale quadro emerge chiaramente che gli onori del Regno d’Italia erano riservati esclusivamente al Sovrano, e che nessun soggetto terzo poteva legittimamente arrogarsi tali funzioni.

Posizione dinastica del Capo della Real Casa di Savoia

S.A.R. il Duca di Savoia riveste la qualità di Capo della Real Casa di Savoia, quale erede e successore dinastico dei Re d’Italia, pur non regnando sul trono.

La sua posizione giuridico-dinastica si distingue da quella degli ex sovrani non abdicatari; secondo il terzo principio dell’International Commission for Orders of Chivalry, approvato al Congresso Internazionale di Scienze Genealogica ed Araldica di Edimburgo (1962): i sovrani deposti senza abdicazione conservano il pieno esercizio del fons honorum per tutta la vita; diversamente, nel caso del Capo di una dinastia non regnante, discendente da Sovrano non abdicatario, egli opera quale amministratore delle eredità incorporee della Dinastia. In tale veste, il Capo della Real Casa di Savoia è legittimato ad autorizzare, in ambito dinastico e storico, gli onori con determinate forme di attestazione, senza esercitare funzioni sovrane in senso statuale.

Ambiti di autorizzazione di Royal Protocol

Nell’ambito delle proprie competenze, Royal Protocol può autorizzare all’interno della Real Casa di Savoia:

Genealogie

– genealogie dei discendenti di cittadini italiani che abbiano riacquistato la cittadinanza;

– genealogie a fini di studio storico di famiglie italiane ricostruite su documenti pubblici, senza alcuna attribuzione o qualificazione nobiliare.

Criteri metodologici

In tutti i casi, la certificazione è subordinata a:

– verifica dell’autenticità e della continuità della concessione;

– esame critico della documentazione prodotta;

– rispetto della normativa italiana e internazionale vigente;

– distinzione netta tra certificazione di appartenenza ed autorizzazione all’interno della Real Casa d’Italia e assenza di qualunque forma di riconoscimento nobiliare che resta estranea alle finalità di Royal Protocol, limitandosi discrezionalmente ad un trattamento di formale cortesia.

Nobiltà

Successioni delle famiglie iscritte nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana,riferite ai 30 volumi oggi conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma; il Libro d’Oro raccoglieva esclusivamente le famiglie che avevano ottenuto concessione, rinnovazione, autorizzazione o riconoscimento ufficiale di titoli nobiliari, costituendo l’unico elenco di pieno valore legale durante il Regno d’Italia.

Successioni delle famiglie iscritte negli Elenchi Ufficiali della Nobiltà Italiana

Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano (1921);

Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana (1933);

Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana – Supplementi (1934-1936).

Tali autorizzazioni sono esercitate discrezionalmente, tenendo conto che la mancata iscrizione nel Libro d’Oro comportò, per alcune famiglie, la successiva esclusione dagli elenchi ufficiali.

Sempre in via discrezionale e per completezza storica, possono essere autorizzati anche i rami di famiglie riconosciute nobili che non provvidero all’iscrizione nel Libro d’Oro.

Successioni delle famiglie iscritte nel Libro Araldico dei Titolati Stranieri, oggi conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato.

Criteri metodologici

In tutti i casi, la certificazione è subordinata a:

– verifica dell’autenticità e della continuità della concessione;

– esame critico della documentazione prodotta;

– rispetto della normativa italiana e internazionale vigente;

– distinzione netta tra certificazione di appartenenza ed autorizzazione all’interno della Real Casa d’Italia e assenza di qualunque forma di riconoscimento nobiliare che resta estranea alle finalità di Royal Protocol, limitandosi discrezionalmente ad un trattamento di formale cortesia.

Araldica

Successioni delle famiglie iscritte nel Libro Araldico degli Stemmi di Cittadinanza, anch’esso conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato.

L’uso di stemmi non riconosciuti durante il Regno d’Italia

– per famiglie o persone fisiche che abbiano fatto uso continuativo di uno stemma da oltre cento anni;

– l’autorizzazione è limitata allo stemma privo di ornamenti nobiliari o di distinta civiltà;

– discrezionalmente, anche per l’adozione di uno stemma come rappresentazione grafica del cognome.

Certificazioni araldiche di autorità statali estere

– se emesse da autorità araldiche di Stati nei quali la nobiltà è ancora riconosciuta e tutelata, l’autorizzazione può includere gli ornamenti nobiliari, a titolo di trattamento di cortesia, senza alcun valore di riconoscimento nobiliare in Italia;

– se emesse da Stati nei quali la nobiltà non è più riconosciuta, l’autorizzazione è limitata al solo contenuto araldico (stemma, cimiero, ornamenti esterni).

Criteri metodologici

In tutti i casi, la certificazione è subordinata a:

– verifica dell’autenticità e della continuità della concessione;

– esame critico della documentazione prodotta;

– rispetto della normativa italiana e internazionale vigente;

– distinzione netta tra certificazione di appartenenza ed autorizzazione all’interno della Real Casa d’Italia e assenza di qualunque forma di riconoscimento nobiliare che resta estranea alle finalità di Royal Protocol, limitandosi discrezionalmente ad un trattamento di formale cortesia.

Ordini cavallereschi e sistemi premiali

Nell’ambito delle proprie competenze, Royal Protocol può procedere alla certificazione dell’appartenenza a Ordini cavallereschi e a sistemi premiali, esclusivamente sulla base di titoli validamente conferiti e nel rispetto della normativa vigente.

Ordini dinastici della Real Casa di Savoia

Può essere certificata l’appartenenza agli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, quali espressione del patrimonio storico-dinastico della Casa stessa, previa verifica documentaria della legittima concessione e dell’effettiva appartenenza dell’interessato.

Ordini cavallereschi dinastici degli antichi Stati preunitari

Può altresì essere certificata l’appartenenza agli Ordini cavallereschi dinastici degli antichi Stati preunitari italiani, purché la relativa autorizzazione sia conforme alle disposizioni della legge 3 marzo 1951, n. 178, che disciplina l’uso nel territorio della Repubblica Italiana di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche.

Ordini della Santa Sede e del Sovrano Militare Ordine di Malta

Royal Protocol può certificare l’appartenenza:

– agli Ordini cavallereschi della Santa Sede, incluso l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, previa autorizzazione rilasciata secondo quanto previsto dalla legge 3 marzo 1951, n. 178;

– al Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta, in considerazione della sua peculiare soggettività di diritto internazionale e del suo riconoscimento nei rapporti diplomatici con la Repubblica Italiana.

Ordini nazionali di Stati esteri

Può inoltre essere certificata l’appartenenza agli Ordini nazionali di Stati esteri che intrattengano rapporti diplomatici con la Repubblica Italiana, a condizione che l’uso delle relative onorificenze sia stato autorizzato in conformità alla legge 3 marzo 1951, n. 178.

Ordini cavallereschi e sistemi premiali riconosciuti a livello internazionale

Infine, può essere certificata l’appartenenza a Ordini cavallereschi e sistemi premiali che risultino riconosciuti e iscritti nel Registro Internazionale degli Ordini Cavallereschi dell’International Commission for Orders of Chivalry (ICOC), quale ulteriore criterio di qualificazione e verifica in ambito internazionale.

Criteri metodologici

In tutti i casi, la certificazione è subordinata a:

– verifica dell’autenticità e della continuità della concessione;

– esame critico della documentazione prodotta;

– rispetto della normativa italiana e internazionale vigente;

– distinzione netta tra certificazione di appartenenza ed autorizzazione all’interno della Real Casa d’Italia e assenza di qualunque forma di riconoscimento nobiliare che resta estranea alle finalità di Royal Protocol, limitandosi discrezionalmente ad un trattamento di formale cortesia.

Conclusione

Royal Protocol si configura pertanto come un organismo di raccordo tra tradizione dinastica, metodo scientifico e diritto contemporaneo, volto a garantire serietà storica, rigore documentario, coerenza giuridica e trasparenza metodologica nelle attività svolte in ambito dinastico, genealogico, araldico e cavalleresco.

Pier Felice degli Uberti

Presidente del Comitato Scientifico di Royal Protocol