Araldica

L’araldica è lo studio dei blasoni, cioè degli stemmi, detti anche armi o scudi. La disciplina che individua, descrive e cataloga i simboli grafici utilizzati per identificare persone, famiglie o enti.

Royal Protocol può certificare (ai sensi del Regio Decreto 7 giugno 1943 n. 651 – Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano, pubblicato nel Supplemento Ordinario della G.U del Regno n. 170 del 24 luglio 1943, le successioni delle famiglie iscritte nei 1) Libro d’oro della nobiltà italiana; 2) Libro araldico dei titolati stranieri; 3) Libro araldico degli stemmi di Cittadinanza; 4) Libro araldico degli Enti morali, conservati nell’Archivio Centrale dello Stato – Piazzale degli Archivi, 27, 00144 Roma RM; discrezionalmente possono essere certificati gli stemmi delle famiglie presenti dell’Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana, che non provvidero al riconoscimento durante il Regno d’Italia.

L’uso di stemmi non riconosciuti durante il Regno d’Italia

– per famiglie o persone fisiche che abbiano fatto uso continuativo di uno stemma da oltre cento anni;

– l’autorizzazione è limitata allo stemma privo di ornamenti nobiliari o di distinta civiltà;

– discrezionalmente, anche per l’adozione di uno stemma come rappresentazione grafica del cognome.

Certificazioni araldiche di autorità statali estere

– se emesse da autorità araldiche di Stati nei quali la nobiltà è ancora riconosciuta e tutelata, l’autorizzazione può includere gli ornamenti nobiliari, a titolo di trattamento di cortesia, senza alcun valore di riconoscimento nobiliare in Italia;

– se emesse da Stati nei quali la nobiltà non è più riconosciuta, l’autorizzazione è limitata al solo contenuto araldico (stemma, cimiero, ornamenti esterni).

Criteri metodologici

In tutti i casi, la certificazione è subordinata a:

– verifica dell’autenticità e della continuità della concessione;

– esame critico della documentazione prodotta;

– rispetto della normativa italiana e internazionale vigente;

– distinzione netta tra certificazione di appartenenza ed autorizzazione all’interno della Real Casa di Savoia e assenza di qualunque forma di riconoscimento nobiliare che resta estranea alle finalità di Royal Protocol, limitandosi discrezionalmente ad un trattamento di formale cortesia.