Origini e quadro storico

La disciplina araldica nobiliare nel Regno d’Italia ha radici antiche: le norme che regolavano i titoli, gli stemmi e le prerogative erano strettamente legate all’ordinamento monarchico e alle istituzioni preunitarie. Con la formazione dello Stato unitario furono progressivamente definite procedure, registri e organismi incaricati di vigilare sull’uso delle norme nobiliari e degli stemmi.

La Consulta Araldica

La Consulta Araldica (istituita con R.D. 10 ottobre 1869 n.5318) fu l’organo consultivo del Regno d’Italia per titoli nobiliari e stemmi. Con l’entrata in vigore della Costituzione delia Repubblica Italiana il 1° gennaio 1948, venne stabilito alla disposizione transitoria e finale XlVesima che «i titoli nobiliari non sono riconosciuti». Secondo la fonte dell’Archivio Centrale dello Stato, l’attività della Consulta è cessata dal 1944, ma ha continuato a funzionare un ufficio stralcio fino al 1959, quando, definite tutte le pendenze, l’archivio fu portato all’Archivio Centrale dello Stato».
Formalmente, la Consulta Araldica non fu giuridicamente abrogata fino al decreto-legge 112/2008 (convertito in legge 133/2008) e successivo decreto legislativo 66/2010 che abrogarono gli ultimi regolamenti rimasti in vigore.

Continuità e memoria

Royal Protocol sipropone di mantenere viva questa memoria storica, fornendo informazioni documentate e aggiornate sulle norme, sulle pratiche e sugli atti che hanno regolato i diritti araldici e genealogici e nobiliari nel corso del tempo.

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