Ordini CAvallereschi

Nell’ambito delle proprie competenze, Royal Protocol può procedere alla certificazione dell’appartenenza a Ordini cavallereschi e a sistemi premiali, esclusivamente sulla base di titoli validamente conferiti e nel rispetto della normativa vigente.

Ordini dinastici della Real Casa di Savoia

Il Regno d’Italia disponeva dei seguenti Ordini cavallereschi:

– Ordine Supremo della Santissima Annunziata

– Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

– Ordine Militare di Savoia

– Ordine Civile di Savoia

– Ordine della Corona d’Italia

– Ordine al Merito del Lavoro

– Ordine Coloniale della Stella d’Italia

– Ordine dell’Aquila Romana

– Ordine al Merito Civile di Savoia

Fatto salvo il diritto di superstiti che ottennero concessioni da S.M. il Re Umberto II, vengono conferiti oggi solo i seguenti Ordini Dinastici che sono:

– Ordine Supremo della Santissima Annunziata

– Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

– Ordine Civile di Savoia

– Ordine al Merito Civile di Savoia

Può essere certificata l’appartenenza agli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, quali espressione del patrimonio storico-dinastico della Casa stessa, previa verifica documentaria della legittima concessione e dell’effettiva appartenenza dell’interessato.

Ordini cavallereschi autorizzabili in base alla legge 3 marzo 1951, n. 178

Può altresì essere certificata l’appartenenza agli Ordini cavallereschi dinastici degli antichi Stati preunitari italiani, purché la relativa autorizzazione sia conforme alle disposizioni della legge 3 marzo 1951, n. 178, che disciplina l’uso nel territorio della Repubblica Italiana di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche.

Ordini cavallereschi della Santa Sede e del Sovrano Militare Ordine di Malta

agli Ordini cavallereschi della Santa Sede, incluso l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, previa autorizzazione rilasciata secondo quanto previsto dalla legge 3 marzo 1951, n. 178;

al Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta, in considerazione della sua peculiare soggettività di diritto internazionale e del suo riconoscimento nei rapporti diplomatici con la Repubblica Italiana.

Ordini cavallereschi preunitari autorizzabili in base alla legge 3 marzo 1951, n. 178

Qui è fondamentale essere precisi: la legge 178/1951 NON contiene un elenco di ordini “preunitari autorizzabili”. Stabilisce invece un regime di autorizzazione caso-per-caso (l’autorizzazione riguarda la persona insignita e l’uso in Italia), e nel tempo la prassi amministrativa ha individuato quali ordini dinastici/preunitari siano potenzialmente autorizzabili.

Una sintesi molto chiara di questa prassi (ricondotta a una circolare MAE del 6 marzo 2009) indica come potenzialmente autorizzabili al pubblico uso in Italia le insegne dei seguenti ordini dinastici preunitari:

A) Asburgo-Lorena Toscana

– Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire

– Ordine al Merito sotto il Titolo di San Giuseppe

B) Borbone-Due Sicilie

– Insigne Reale Ordine di San Gennaro

– Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (nella sintesi: “rami francese e spagnolo” della Casa Borbone-Due Sicilie)

C) Casa Borbone-Parma

– Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio

– Ordine al Merito sotto il Titolo di San Lodovico

Ordini di Stati esteri

Può inoltre essere certificata l’appartenenza agli Ordini nazionali di Stati esteri che intrattengano rapporti diplomatici con la Repubblica Italiana, a condizione che l’uso delle relative onorificenze sia stato autorizzato in conformità alla legge 3 marzo 1951, n. 178.

Ordini cavallereschi e sistemi premiali riconosciuti a livello internazionale

Infine, può essere certificata l’appartenenza a Ordini cavallereschi e sistemi premiali che risultino riconosciuti e iscritti nel Registro Internazionale degli Ordini Cavallereschi dell’International Commission for Orders of Chivalry (ICOC) https://www.icocregister.com/wp-content/uploads/2024/02/ICOC-REGISTER-2024.pdf, quale ulteriore criterio di qualificazione e verifica in ambito internazionale.

Criteri metodologici

In tutti i casi, la certificazione è subordinata a:

– verifica dell’autenticità e della continuità della concessione;

– esame critico della documentazione prodotta;

– rispetto della normativa italiana e internazionale vigente;

– distinzione netta tra certificazione di appartenenza ed autorizzazione all’interno della Real Casa d’Italia e assenza di qualunque forma di riconoscimento nobiliare che resta estranea alle finalità di Royal Protocol, limitandosi discrezionalmente ad un trattamento di formale cortesia.

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